Narrativa

IL PUNGENTE SCORPIONE TEDESCO - eBook

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  • ISBN: 978-88-5500-357-5
  • Publisher: NeP Edizioni
  • Author: Salvatore Calvaruso
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Alla fine degli anni ’50 due grandi personaggi dell’automobilismo sportivo mondiale, Ferdinand Porsche e Ca ... Read All


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Alla fine degli anni ’50 due grandi personaggi dell’automobilismo sportivo mondiale, Ferdinand Porsche e Carlo Abarth, decisero di accordarsi per creare un’auto da corsa derivata dalla Porsche 356, capace di partecipare e vincere nel Campionato Mondiale delle Gran Turismo in modo da consentire alla casa tedesca di scalare le vette del mercato mondiale. Pertanto Porsche decise di rivolgersi ai costruttori di auto da corsa e carrozzieri italiani che erano in grado di trasformare vetture stradali capaci di vincere le gare. L’accordo prevedeva per il 1960 la costruzione di 20 vetture derivate dalla Porsche 356B, con un’opzione per altri 20 esemplari. Porsche avrebbe fornito i telai e i motori dell’auto e Abarth avrebbe allestito la carrozzeria costruendo una vettura dal peso contenuto e dalle ottime qualità aerodinamiche che si rivelasse subito vincente. Il progetto venne affidato al carrozziere Franco Scaglione, esperto di aerodinamica che progettò una avveniristica Porche - Abarth mentre la costruzione della carrozzeria in alluminio venne affidata al carrozziere Rocco Motto di Torino. La nuova vettura assunse il nome di “Porsche 356B GS Carrera GTL Abarth”, cioè “Gran Turismo Leggera”, costruita per la stagione agonistica del 1960. Nonostante le oltre 400 gare disputate in tutto il mondo e le oltre 100 vittorie conseguite per la Porsche, pur annullando il rapporto di collaborazione con Carlo Abarth, l’operazione si rivelò vincente, mentre per quest’ultimo non fu così.

NUMERO DI PAGINE: 78 Autore:  Salvatore Calvaruso
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Alla fine degli anni ’50 due grandi personaggi dell’automobilismo sportivo mondiale, Ferdinand Porsche e Carlo Abarth, decisero di accordarsi per creare un’auto da corsa derivata dalla Porsche 356, capace di partecipare e vincere nel Campionato Mondiale delle Gran Turismo in modo da consentire alla casa tedesca di scalare le vette del mercato mondiale. Pertanto Porsche decise di rivolgersi ai costruttori di auto da corsa e carrozzieri italiani che erano in grado di trasformare vetture stradali capaci di vincere le gare. L’accordo prevedeva per il 1960 la costruzione di 20 vetture derivate dalla Porsche 356B, con un’opzione per altri 20 esemplari. Porsche avrebbe fornito i telai e i motori dell’auto e Abarth avrebbe allestito la carrozzeria costruendo una vettura dal peso contenuto e dalle ottime qualità aerodinamiche che si rivelasse subito vincente. Il progetto venne affidato al carrozziere Franco Scaglione, esperto di aerodinamica che progettò una avveniristica Porche - Abarth mentre la costruzione della carrozzeria in alluminio venne affidata al carrozziere Rocco Motto di Torino. La nuova vettura assunse il nome di “Porsche 356B GS Carrera GTL Abarth”, cioè “Gran Turismo Leggera”, costruita per la stagione agonistica del 1960. Nonostante le oltre 400 gare disputate in tutto il mondo e le oltre 100 vittorie conseguite per la Porsche, pur annullando il rapporto di collaborazione con Carlo Abarth, l’operazione si rivelò vincente, mentre per quest’ultimo non fu così.

NUMERO DI PAGINE: 78 Autore:  Salvatore Calvaruso

Know the Author

Salvatore Calvaruso

Salvatore Calvaruso, nato a Palermo l’8 novembre del 1957, nonostante nella sua vita abbia svolto tutt’altra attività, da sempre è stato attratto dal Motorsport, con particolare riferimento al mondo delle competizioni, sia automobilistiche che motociclistiche, passione ereditata dal padre che già dagli anni ’50 e per una decina di anni a seguire, non mancò di partecipare a molte gare organizzate in Sicilia, come il famoso Giro di Sicilia. La scelta dell’autore di narrare la carriera agonistica di questo modello di auto da competizione, lo si deve all’enorme successo conseguito nelle edizioni storiche della Targa Florio alla quale ha preso parte, conseguendo enormi consensi da parte degli appassionali siciliani ma soprattutto dei più giovani di allora come l’autore che nel 1962, per la prima volta condotto dal padre, assisteva alla sua prima edizione della Targa Florio. Splendide auto argentate, eleganti, filanti e veloci che non ebbero problemi di sorta e conclusero la gara nelle prime posizioni sia di classe che assoluta. Proprio in questo contesto, spinto da una enorme passione per le auto da corsa l’autore, nonostante siano trascorsi ben 60 anni, con questo libro ha voluto tener vivo il ricordo dei giovani appassionati dell’epoca per la “mitica” corsa siciliana.

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