Narrativa

Assenza e Tempo - Cartaceo

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  • ISBN: 9788855003803
  • Editore: NeP Edizioni
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Infant Research tra Psicoanalisi e Fenomenologia e penso di essere in piazza ... Leggi tutto


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Descrizione

Infant Research tra Psicoanalisi e Fenomenologia

e penso di essere in piazza del Duomo mentre in studio sto seduto sulla mia poltrona: “sono” in piazza del Duomo? Se “sogno” di esserci mentre sto dormendo nel mio letto: nel sogno, “sono” in piazza del Duomo? Sono più vicino al mio essere nella veglia oppure nel sogno? Queste domande rimandano al senso dell’essere e quindi all’ontologia; a un essere inteso come altro dalla semplice, oggettiva presenza in un punto spaziale. L’Autore intraprende un percorso a partire dal pensiero psicoanalitico tradizionale, passando per l’Infant Research, immergendosi nella fenomenologia e nell’ontologia heideggeriana per esplorare i fondamenti ontologici della psicoanalisi. Non è più sufficiente chiedersi dei referenti epistemologici impliciti che guidano il conoscere psicoanalitico ma occorre andare più a fondo per cogliere il senso dell’essere che implicitamente attribuiamo all’interazione analitica. Se troviamo il coraggio di scendere nell’abisso, scopriamo che il significato di ogni cosa, ogni senso, sorge dal nulla o meglio dall’assenza. Un’assenza in cui siamo immersi inconsciamente e che l’angoscia esistenziale, non sintomatologica, ci permette di intravedere e di avvalerci nell’afferrare il senso del tempo e dell’essere. Essere che, nella sua essenza – seguendo Heidegger – “è” tempo. Quale assetto mentale può aderire a tali fondamenti ontologici? E quindi, quale tecnica di analisi è coerente con questi presupposti? L’Autore traccia una via che passa per il bionismo e il post-bionismo, aggiunge concetti che intersecano parole come “attenzione liberamente fluttuante” (Freud), “senza memoria e desiderio” (Bion), “Epochè” come sospensione del giudizio (Husserl), “assenza” e, ancora, Ereignis, cioè l’“evento dell’essere” (Heidegger) che deve poter fluire testimoniando la co-appartenenza di essere e pensiero; dunque pensiero che traccia solchi nel campo dell’essere e ci dirige verso l’altro ma ci inoltra anche in un operare clinico che si fa sempre più ignoto…

numero di pagine: 534

Autore: Paolo Milanesi

 

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e penso di essere in piazza del Duomo mentre in studio sto seduto sulla mia poltrona: “sono” in piazza del Duomo? Se “sogno” di esserci mentre sto dormendo nel mio letto: nel sogno, “sono” in piazza del Duomo? Sono più vicino al mio essere nella veglia oppure nel sogno? Queste domande rimandano al senso dell’essere e quindi all’ontologia; a un essere inteso come altro dalla semplice, oggettiva presenza in un punto spaziale. L’Autore intraprende un percorso a partire dal pensiero psicoanalitico tradizionale, passando per l’Infant Research, immergendosi nella fenomenologia e nell’ontologia heideggeriana per esplorare i fondamenti ontologici della psicoanalisi. Non è più sufficiente chiedersi dei referenti epistemologici impliciti che guidano il conoscere psicoanalitico ma occorre andare più a fondo per cogliere il senso dell’essere che implicitamente attribuiamo all’interazione analitica. Se troviamo il coraggio di scendere nell’abisso, scopriamo che il significato di ogni cosa, ogni senso, sorge dal nulla o meglio dall’assenza. Un’assenza in cui siamo immersi inconsciamente e che l’angoscia esistenziale, non sintomatologica, ci permette di intravedere e di avvalerci nell’afferrare il senso del tempo e dell’essere. Essere che, nella sua essenza – seguendo Heidegger – “è” tempo. Quale assetto mentale può aderire a tali fondamenti ontologici? E quindi, quale tecnica di analisi è coerente con questi presupposti? L’Autore traccia una via che passa per il bionismo e il post-bionismo, aggiunge concetti che intersecano parole come “attenzione liberamente fluttuante” (Freud), “senza memoria e desiderio” (Bion), “Epochè” come sospensione del giudizio (Husserl), “assenza” e, ancora, Ereignis, cioè l’“evento dell’essere” (Heidegger) che deve poter fluire testimoniando la co-appartenenza di essere e pensiero; dunque pensiero che traccia solchi nel campo dell’essere e ci dirige verso l’altro ma ci inoltra anche in un operare clinico che si fa sempre più ignoto…

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Autore: Paolo Milanesi

 

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