Narrativa

Le parole del buio - Cartaceo

  • 20,00€


  • ISBN: 978-88-5500-181-6
  • Editore: NeP Edizioni
  • Autore: Natale Bottura
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Da tempo non li vedevo. Da tempo non li sentivo. I giovani e i meno giovani della Comunità ARCA. Vicende di vi ... Leggi tutto


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Descrizione

Da tempo non li vedevo. Da tempo non li sentivo. I giovani e i meno giovani della Comunità ARCA. Vicende di vita, sofferenze di età spesso ti mettono all’angolo. E se non c’è invito, ti appoggi al tronco di un pino. Un tempo senza tempo. Ma in segreta speranza di una voce con il tuo nome. E così è stato. Un invito con il calore di un abbraccio. Rivedersi, stare insieme, parlarsi come da consuetudine di passato. E di nuovo a cerchio, in sala che fu una stalla. Con lavagna a fogli a me accanto. Invito Enrico a scrivere la domanda: 

Quali sono le parole che hanno spento le luci della tua vita? 

Uscivano parole pensate. Non a torrenti, ma a specchio di riflessione. Quando il pensiero si ferma e dice. Parole sofferte nel silenzio tra noi. E ogni parola portava a strade di bosco. Un bosco senza fate e lamponi. La parola dipendenza è uscita per ultima. Con mio stupore. Nel mio pensare, lei la prima ad uscire. La dipendenza le luci le spegne tutte. Ma a mio pensiero che si ferma, trovo giusta la collocazione. La dipendenza è il risultato finale di un mancante. Un mancante che viene prima. 

Le parole del buio erano tante. Troppe. Impossibili a seminario per ciascuna. Per energie a me mancanti. E tempi contati nei loro giorni. I giorni degli ospiti in comunità. Insieme si è deciso: otto parole, otto incontri. Così è nato il libro “Le parole del buio”. 

Mi torna in memoria domanda posta dal Cardinale Dionigi Tettamanzi in Duomo a Milano. Era la Domenica delle Palme di non tanti anni fa. Così le sue parole: 

Come sono i giorni che oggi viviamo? 

Oso dire che sono giorni dominati dalle parole del buio. Ma preferisco ascoltare il suo invito: attenzione agli altri e al loro bene. 

In quarta di copertina esco dalle parole del buio. E mi rifugio in fiducia e speranza. La fiducia è un bisogno di tutti. In casa, a scuola, negli ambienti di lavoro. Stai bene se, dove ti trovi, respiri fiducia. Quando sguardi, sorrisi, strette di mano sono sgombri da veli formali. La fiducia ricostruisce vite disfatte. So di giovani sepolti da sensi di colpa e dati per persi alla vita. Li ho visti risorgere. E c’è la speranza. Che sprigiona energia e voglia di vivere. A nessuno va tolta speranza. Chi distrugge speranza, calpesta la vita. La speranza si proietta in un tempo che si chiama futuro. Invito a un ritorno su Pascal. Nel suo dire che in ogni essere umano c’è grandezza. La nostra luce. 

Nel libro “Le parole del buio” si respira fiducia e speranza. 

 

Autore: Natale Bottura

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Rassegna Stampa

Una Carezza nell'anima

fonte rossopontorno.com Una “maestra delle emozioni” per i bambini. Gli adulti, più prosaici, la definiscono pedagogista. Marta Tropeano si occupa di interventi didattici nella scuola primaria, mirati all’educazione, all’affettività. L’apprendimento passa per l’emozione e deve diventare strumento di condivisione sociale del sé. Far padroneggiare l’alfabeto delle emozioni, favorire la consapevolezza della propria unità psico-fisica in relazione agli altri e al mondo che ci circonda è l’obiettivo che si propone Marta Tropeano nel suo lavoro quotidiano. Dalla pratica didattica con i bambini nasce una raccolta di favole che è anche una mappa per inoltrarsi nei territori dei sentimenti, per far abituare i piccoli uomini ad agire nel rispetto degli altri e della natura. E’ da poco uscito il volume Una carezza nell’anima di NeP Edizioni, illustrato da Miriam Palumbo. Qui le parole diventano appunto “carezze nell’anima”, simboli per emozionare e emozionarsi, nella consapevolezza che, per crescere e diventare uomini in equilibrio con se stessi e con il mondo, l’educazione sentimentale è altrettanto importante dell’educazione cognitiva. Scrive l’autrice nella nota introduttiva: “Le competenze affettive, empatiche e di rispecchiamento reciproco oggi sono determinanti fin dalla più tenera età, per creare un clima di condivisione in classe e non solo. La sfera emotiva è il nucleo e attraverso l’empatia, ossia la capacità di immedesimazione, ci permette di mediare ogni connessione con la realtà esterna.” Salvare dall’aridità del pragmatismo efficentista dei nostri tempi la psiche infantile è un obiettivo centrale per la didattica moderna, che deve fare i conti anche con stimoli sempre più impoveriti provenienti dalle altre tradizionali fonti educative, come la famiglia. Nel libro, le suggestioni amabili e graziose delle favole sono integrate da interazioni che i piccoli lettori sono sollecitati a compiere, per imprimere meglio nella propria interiorità il messaggio educativo implicito nella storia. Principesse marine, animali sapienti, oggetti magici, nuvole parlanti sussurrano parole semplici ma gravide di futuro per gli adulti di domani: l’attenzione agli stati d’animo propri e altrui, l’importanza dei sogni e della fantasia, il rispetto per la vita e per tutti i compagni di strada che il mondo ci mette al fianco.

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Da tempo non li vedevo. Da tempo non li sentivo. I giovani e i meno giovani della Comunità ARCA. Vicende di vita, sofferenze di età spesso ti mettono all’angolo. E se non c’è invito, ti appoggi al tronco di un pino. Un tempo senza tempo. Ma in segreta speranza di una voce con il tuo nome. E così è stato. Un invito con il calore di un abbraccio. Rivedersi, stare insieme, parlarsi come da consuetudine di passato. E di nuovo a cerchio, in sala che fu una stalla. Con lavagna a fogli a me accanto. Invito Enrico a scrivere la domanda: 

Quali sono le parole che hanno spento le luci della tua vita? 

Uscivano parole pensate. Non a torrenti, ma a specchio di riflessione. Quando il pensiero si ferma e dice. Parole sofferte nel silenzio tra noi. E ogni parola portava a strade di bosco. Un bosco senza fate e lamponi. La parola dipendenza è uscita per ultima. Con mio stupore. Nel mio pensare, lei la prima ad uscire. La dipendenza le luci le spegne tutte. Ma a mio pensiero che si ferma, trovo giusta la collocazione. La dipendenza è il risultato finale di un mancante. Un mancante che viene prima. 

Le parole del buio erano tante. Troppe. Impossibili a seminario per ciascuna. Per energie a me mancanti. E tempi contati nei loro giorni. I giorni degli ospiti in comunità. Insieme si è deciso: otto parole, otto incontri. Così è nato il libro “Le parole del buio”. 

Mi torna in memoria domanda posta dal Cardinale Dionigi Tettamanzi in Duomo a Milano. Era la Domenica delle Palme di non tanti anni fa. Così le sue parole: 

Come sono i giorni che oggi viviamo? 

Oso dire che sono giorni dominati dalle parole del buio. Ma preferisco ascoltare il suo invito: attenzione agli altri e al loro bene. 

In quarta di copertina esco dalle parole del buio. E mi rifugio in fiducia e speranza. La fiducia è un bisogno di tutti. In casa, a scuola, negli ambienti di lavoro. Stai bene se, dove ti trovi, respiri fiducia. Quando sguardi, sorrisi, strette di mano sono sgombri da veli formali. La fiducia ricostruisce vite disfatte. So di giovani sepolti da sensi di colpa e dati per persi alla vita. Li ho visti risorgere. E c’è la speranza. Che sprigiona energia e voglia di vivere. A nessuno va tolta speranza. Chi distrugge speranza, calpesta la vita. La speranza si proietta in un tempo che si chiama futuro. Invito a un ritorno su Pascal. Nel suo dire che in ogni essere umano c’è grandezza. La nostra luce. 

Nel libro “Le parole del buio” si respira fiducia e speranza. 

 

Autore: Natale Bottura

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Natale Bottura

Natale Bottura, Presidente di Arca Formazione con vita professionale nella scuola come docente e dirigente. Ha svolto attività di formazione in istituzioni pubbliche e del privato sociale. Tra i suoi ultimi scritti “ Le parole del grano “ e con Giovanni Pieretti “Si scrive lavoro, si legge uomo. Umanesimo in azienda”. 

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