Narrativa

Stato di liminalità - Cartaceo

  • 18,00€


  • ISBN: 978-88-5500-287-5
  • Editore: NeP Edizioni
  • Autore: Alessandro Ceci
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Il disagio giovanile e la distruzione della relazione sociale 3 for ... Leggi tutto


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Descrizione

Il disagio giovanile e la distruzione della relazione sociale

3 formiche guardano un elefante. La prima lo guarda di fronte e scopre che l’elefante è un animale simpatico, con una lunga proboscide due grandi orecchioni, piccoli occhi e zanne bianchissime. La seconda formica lo scruta da dietro e scopre un essere goffo, con due enormi glutei e un ridicolo codino. La terza lo vede di lato e non riesce bene a capire come, quella informe massa di carne grigio – verde possa essere minimamente considerata un vivente. Pare che le tre formiche passarono il resto della loro vita a cercare una comune definizione di elefante. Ognuno aveva visto una parte di quel fenomeno decisamente più complesso della loro ottica (gelstat) e nessuno aveva visto il tutto. Il tutto che c’è tra noi non è, quindi, in ognuno di noi, ma nella connessione comunicativa che si determina tra di noi. La definizione di elefante più vicina al reale, è quella che scaturirà dal confronto tra le tre formiche, cioè dalle connessioni logiche che si determineranno tra loro quando cominceranno a parlare, dalla rete cognitiva della loro e della nostra comunicazione. Solo queste connessioni possono farci avvicinare il più possibile alla realtà del fenomeno.

Il nostro elefante è il disagio dei giovani di oggi e le formiche che lo guardano sono i 4 paradigmi prevalenti: il paradigma psichico (Lacan, Recalcati); il paradigma filosofico (Nietzsche, Galimberti); il paradigma culturale (Benasayag); il paradigma sociologico (Heller).

Il testo cerca di integrare i diversi paradigmi in una visione complessa del fenomeno con una ipotesi di fuoriuscita dal disagio (contro il concetto di cura) con la progettazione di metodologie in grado di riformulare una semantica della vita.

Autore: Alessandro Ceci

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Il disagio giovanile e la distruzione della relazione sociale

3 formiche guardano un elefante. La prima lo guarda di fronte e scopre che l’elefante è un animale simpatico, con una lunga proboscide due grandi orecchioni, piccoli occhi e zanne bianchissime. La seconda formica lo scruta da dietro e scopre un essere goffo, con due enormi glutei e un ridicolo codino. La terza lo vede di lato e non riesce bene a capire come, quella informe massa di carne grigio – verde possa essere minimamente considerata un vivente. Pare che le tre formiche passarono il resto della loro vita a cercare una comune definizione di elefante. Ognuno aveva visto una parte di quel fenomeno decisamente più complesso della loro ottica (gelstat) e nessuno aveva visto il tutto. Il tutto che c’è tra noi non è, quindi, in ognuno di noi, ma nella connessione comunicativa che si determina tra di noi. La definizione di elefante più vicina al reale, è quella che scaturirà dal confronto tra le tre formiche, cioè dalle connessioni logiche che si determineranno tra loro quando cominceranno a parlare, dalla rete cognitiva della loro e della nostra comunicazione. Solo queste connessioni possono farci avvicinare il più possibile alla realtà del fenomeno.

Il nostro elefante è il disagio dei giovani di oggi e le formiche che lo guardano sono i 4 paradigmi prevalenti: il paradigma psichico (Lacan, Recalcati); il paradigma filosofico (Nietzsche, Galimberti); il paradigma culturale (Benasayag); il paradigma sociologico (Heller).

Il testo cerca di integrare i diversi paradigmi in una visione complessa del fenomeno con una ipotesi di fuoriuscita dal disagio (contro il concetto di cura) con la progettazione di metodologie in grado di riformulare una semantica della vita.

Autore: Alessandro Ceci

Conosci l'autore

Alessandro Ceci

Alessandro Ceci è Epistemologo ed esperto in Scienze Sociali. Dopo la Laurea alla LUISS – ROMA, ha lavorato e diretto vari centri di ricerca, consulenza e formazione sulle Tecnologie Educative, sui Modelli Economici Turistici, sulla Scienza dell’Organizzazione. Nell’ambito dell’attività scientifica si è particolarmente dedicato allo studio della filosofia politica, della epistemologia e della logica, con specifiche applicazioni in metodologie di decodificazione dei fenomeni complessi. Ha insegnato e insegna in varie Università italiane e internazionali. L’attività di elaborazione scientifica ha avuto una particolare accelerazione a partire dal 2000, quando i modelli elaborati sono stati applicati in criminologia, in intelligence e sicurezza e sono stati sperimentati direttamente in vari contesti (habitat) urbani. È stato Direttore Scientifico del Polo Universitario “Sapienza di Roma” – Campus “Selva dei Pini” nel comune di Pomezia. Dal 2000 ad oggi continua la sua attività di Responsabile Scientifico del CeAS – Centro Alti Studi. Attualmente è anche Direttore Scientifico del Laboratorio Intelligence e Sicurezza – LIS – presso il Centro LUPT dell’Università Federico II di Napoli. È docente presso IPU - Istituto universitario Progetto Uomo – a Montefiascone.

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