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Il costume del teatro occidentale, sin dalla sua origine, ha creato, sedimentato e raffinato, dei linguaggi visivi e poetici specifici, originali, propri ed a se stanti, volutamente diversi rispetto alla realtà coeve e quotidiane del vestire. In questo suo sviluppo, ha anche influenzato con la sua narrazione visiva le altre arti, ma facendosi anche da queste, influenzare.
Questo breve saggio, si pone necessariamente come “controstoria”, perchè tenta di ripercorrere in modo inedito finora, i 2500 anni di questa storia, focalizzando una questione poetica di fondo: il costume teatrale se non è un semplice vestito della quotidianità, di ordine naturalistico, ma un “apparato visivo” di un rito/spettacolo/sogno è portatore di una re-invenzione
o astrazione della realtà. Necessita per la sua narrazione, quindi, necessariamente di categorie non solo storiche o letterarie del vestire ma storico-artistiche, di ordine poetico, artistico, visivo, soggettivo dell’artista, psicomagico, antropologico, decisamente diverse dalla realtà quotidiana e del vestire e proprie solo del “teatrale”, appunto.
Emilio Ortu Lieto, nato a Cagliari e formatosi a Venezia, è uno scenografo e costumista di alta formazione, apprezzato e richiesto nelle più importanti produzioni per la lirica, la prosa, la danza, il teatro di figura e per il cinema da 35 anni; ha ollaborato con “premi Oscar “ e nomi celebri internazionali del teatro.
Nell’ultimo decennio, in particolare, oltre ad insegnare arte e costume in vari ordini di scuole e studiato tinture in India, si è occupato sia di formazione e divulgazione delle tinture naturali sia delle pitture decorative nelle bioarchitetture radizionali di terra in Sardegna, temi su cui ha pubblicato dei saggi, sempre per la Nep Edizioni.