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L’evoluzione storica e la trasformazione psicologica
Con questo lavoro si è tentato di offrire una panoramica di quella che è stata l’evoluzione della donna nell’ultimo secolo, dal punto di vista sia storico sia psicologico, cercando di capire a che punto del loro cammino le donne siano arrivate... E se la strada verso una completa “parità di genere” sia ancora lunga da percorrere.
Fino alla metà del secolo scorso, la maggior parte delle persone riteneva che il differente trattamento riservato a maschi e femmine fosse un fatto “naturale”, dovuto alle loro diverse caratteristiche e che, proprio per questo, uomini e donne dovessero occuparsi di ambiti distinti: agli uomini il lavoro fuori casa, alle donne quello dentro casa e la cura dei figli.
Le cose sono andate avanti così, per secoli.
Forse i primi cambiamenti, i primi “dubbi” in merito sono comparsi nel momento in cui si è cominciato a parlare della distinzione tra “sesso” e “genere”, il primo riferito alle differenze biologiche, il secondo invece, inteso come prodotto del persistente rinforzo sociale e culturale che quotidianamente definisce le differenze tra uomini e donne. La donna di oggi ha un ruolo complesso: dispone del lavoro extradomestico e dell’istruzione come strumenti per la propria emancipazione, non si realizza più esclusivamente nella maternità, ma la conciliazione è difficile e questo provoca spesso stress e sensi di colpa, soprattutto se ci sono dei figli, soprattutto in un Paese come l’Italia.
Autore: Deborah Luceri
Deborah Luceri è nata a Roma il 1 agosto del 1971.
Dopo il liceo si è iscritta alla Facoltà di Psicologia, ma l’ha lasciata dopo pochi esami. Ha iniziato a lavorare in Vodafone, e vi è rimasta per sedici anni, passando dal customer care a ruoli di tipo tecnico-amministrativo.
Ad un certo punto, ha tentato di riprendere il suo sogno nel cassetto: si è iscritta ad un corso di Counselling e di nuovo all’Università. Tre figli, la morte dei genitori ed un linfoma hanno reso la strada un po’ più lunga, ma il 29 marzo del 2017 è finalmente riuscita a raggiungere il suo obiettivo.
Durante i mesi più bui della sua malattia, mentre era a letto a fissare il soffitto, ha iniziato a provare un forte desiderio di raccontare la sua storia, e ha aperto un blog:
http://alive1971.altervista.org