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Il libro “Gli Stati italiani preunitari” dello storico Michele Belfatto si caratterizza subito per un importante discorso sul metodo.
Coniugare e declinare la “Grande storia” con spaccati di microstoria (nell’alveo della migliore tradizione degli Annales della storia “globale” dove passato e presente si incardinano e si contaminano continuamente), che attengono al costume, a specificità legislative, economiche e artistico-culturali, è una peculiarità subito visibile nel libro.
L’andirivieni di escursioni dai decenni trattati ai tempi più recenti della nostra storia è un ulteriore valore aggiunto.
Il libro, inoltre, riveste una forte valenza didattico-pedagogica sia per il taglio medio divulgativo sia la fruibilità linguistico-lessicale. Il cinquantennio in oggetto, dalla pace di Aquisgrana all’età napoleonica, possiamo rubricarlo “Borghesia in ascesa e rivoluzione illuministica”.
(Dalla prefazione di Carmelo Ucchino)
Michele Belfatto, già Audit Manager Centrale dell’Amministrazione Finanziaria, nella quale ha ricoperto molti incarichi direttivi, ha effettuato nel corso degli anni numerose pubblicazioni di diversa ispirazione, segno di una molteplicità di interessi e di una variegata sensibilità rispetto a varie tematiche. Fra le varie pubblicazioni, si segnalano: “I controlli ispettivi in materia fiscale“, libro di carattere giuridico-finanziario, ma, anche, due romanzi: “Cane fonnese, solo chi sogna può parlare con un pastore fonnese” e “Rosalinda e Rosauro, frammenti di vita, di sapori e di cucina”. Con l’ultimo libro ”Gli Stati Italiani preunitari dalla pace di Aquisgrana (1748) alla fine del secolo”, testo di matrice storica, scritto con intenti divulgativi, viene data alle stampe un’opera che ricostruisce in modo rapido, ma documentato, gli eventi politici, gli orientamenti culturali e di costume riguardanti un periodo della nostra storia decisivo per le sorti del nostro Paese, ma poco conosciuto dal grande pubblico, alla cui benevolenza il testo intende rivolgersi.