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TRATTO da ORTICALAB Autore: Andrea Fantucchio
"CRINOS". Uno pseudonimo nato per caso scrivendo il mio nome nel linguaggio e nello stile dei writers americani. "C" di Capobianco + "Rino" di Pellegrino. Al liceo ho avuto inoltre la possibilità di approfondire le mie conoscenze storico-artistiche e apprezzare i pittori metafisici e surrealisti che per molto tempo hanno rappresentato i miei principali punti di riferimento e d’ispirazione».
Poi l’incontro col mondo dell’editoria...
«Un’altra tappa fondamentale del mio percorso è stato l’incontro con Ornella Fiorentini, scrittrice e poetessa ravennate, di passaggio ad Avellino per il concorso letterario “Le notti ritrovate”. I miei quadri la colpirono e mi propose una collaborazione. Mi chiese di realizzare illustrazioni e copertine per alcuni dei suoi libri e da allora non ho mai smesso di creare per il mondo dell’editoria. Realtà che mi ha regalato tanti successi e soddisfazioni, soprattutto con le opere realizzate a quattro mani con mia sorella Margherita che fa la scrittrice. Con lei ho creato e realizzato la trilogia de “Le avventure di Holly” che oggi molti bambini avellinesi seguono e apprezzano».
Parlaci le caratteristiche della tua arte.
«La mia arte è fusione tra il mondo reale e quello immaginario. Esplosioni di colori, tecniche miste, tele di diverse forme e dimensioni, non sono altro che il mezzo che ho a disposizione per squarciare quel velo che separa il colorato e fantastico mondo della mia fantasia da quello della grigia quotidianità».
Cosa rappresenta per te Avellino?
«Avellino e l’Irpinia continuano ad essere presenti nella mia mente dovunque io mi trovi. I colori dei suoi paesaggi e delle sue terre sono quelli che costituiscono la mia tavolozza. La sua storia, le sue leggende e suoi racconti, sono quelli che ispirano i miei sogni, i miei schizzi, i miei quadri. La forza di una natura incontaminata, di una valle sempre verde, di un lupo selvatico, è quella che sento scorrere nelle mie vene e poi nelle mie opere».
Quando è difficile per un artista emergere in una realtà storicamente piccola come quella irpina?
«La difficoltà maggiore è rappresentata dalla mancanza di stimoli e di opportunità che spesso una piccola cittadina può dare ad un giovane insaziabile artista. Tuttavia i nuovi mezzi di comunicazione possono ovviare a questi problemi e fornire spunti su come essere protagonisti del risveglio artistico della nostra città. Credo molto nell’esigenza di fare rete all’interno del proprio settore di riferimento».
Un tuo progetto legato alla città?
«Una mostra personale ad Avellino presso il teatro Carlo Gesualdo. Ho visto che ha ospitato molti miei illustri concittadini. Mi vorrei candidare. Posso?»
Grazie Pellegrino
«Grazie a te»
Agility 3.0 Mi avete permesso di entrare nel vostro mondo, attraverso il quale, ho cercato di capir..
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