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Naturalmente, il dialetto romano, non privo di una certa carica satirica, si esprime a volte in modo anche comico ma non per questo c’è intenzione di blasfemia.Nella stesura del suo vangelo, tutto cambia: Pur non ammettendo varie cose, tra cui i miracoli, si inchina agli insegnamenti di Gesù rispettandolo e ammirandolo come “Uomo” cercando di analizzare il suo rapporto con Dio e con gli uomini e cercar di capire se non si tratti soltanto di una divinazione ecclesiastica aldilà del personaggio storico, poiché all’epoca i romani usavano impalare più che crocifiggere al punto da disseminare di pali l’intera via Appia.
Enio Orsuni nato a roma nel 1934 poeta fin dalla giovane età conobbe Trilussa nel 1948 e da lui ebbe lo sprone a continuare l’attività poetica, cosa che ha fatto ininterrottamente. Ha già pubblicato, sempre con NeP edizioni, in dialetto romano, “Don Chiciotte a Roma”, opera satirica sul Chisciotte del Cervantes, la “Commedia de VINO”, altra satira sulla commedia dantesca realizzata in sonetti e “L’altra Bibbia”, tutte queste opere hanno anche la versione italiana. Ha partecipato a diverse antologie e pubblicato poesie in italiano e in romanesco. Ora vive a Lanuvio da trentacinque anni, un paesino dei castelli romani dove continua la sua produzione poetica. Infine è in uscita “La strda mia”, cinque volumi di poesie miste in romanesco e italiano, tutti i sonetti, acrostici e sonetti acrostici.