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Appunti di filosofia e di architettura
Questo lavoro (che segue un mio precedente libro “L’islam sconosciuto ai mussulmani”, Marco Del Bucchia Editore, 2017) si pone l’obbiettivo di evidenziare lo stretto legame tra architettura e filosofia.
Tutti i manufatti hanno sempre rispecchiato - plasticamente - l’orientamento dell’uomo nei diversi periodi storici.
Questi miei appunti, non trattano l’architettura dal punto di vista delle tecniche costruttive; sotto questo aspetto vi sono interi scaffali di studi particolareggiati.
Prendendo in considerazione - per sommi capi - un lasso di tempo, che va all’incirca dall’anno mille ai giorni nostri, ho voluto sottolineare il passaggio da un’architettura filosofica - che narra, attraverso strutture e simboli, la dimensione spirituale dell’uomo ed il suo conseguente agire nell’universo - ad un’edilizia, che perdendo progressivamente la sua funzione, non semplicemente allegorica, di ponte fra “terra” e “cielo”, si è ridotta ad una serie, monotona e senza fine, di “bussolotti di mattoni e di pietre”, per usare le parole dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia.
OrianoGiusti è nato a Lucca nel 1953. All’inizio degli anni settanta fu tra i promotori del cosiddetto “movimento tradizionalista”, legato al pensiero di Julius Evola e di René Guénon, allora poco conosciuti.
Dello studioso francese tradusse alcuni importanti saggi sull’Islam e sul Taoismo. Collaborò, con articoli e recensioni, a diverse pubblicazioni dell’epoca. Gli ultimi scritti: L’islam sconosciuto ai mussulmani (2017), La città perfetta (2018), Il fascismo, un ’segno’ dei tempi moderni (2019), L’epoca del nichilismo (2020), L’uomo di lato(2020), I collaborazionisti francesi (2021).