Your shopping cart is empty!
PAY WITH
Prefazione di Guglielmo Colombero «Le alchimie poetiche di Veccia fermentano racchiuse in una bolla arabescata di sfumature iridescenti, venata di criptiche e misteriose melodie, come pure da sprazzi improvvisi di luccicanza interiore, di faticosa scoperta dell’ineffabile significato del vivere, di immersioni nelle increspature tortuose del ubconscio, di camminate lungo i rarefatti sentieri del sogno, di rotte immaginarie sull’onda di un mare di tormentose nostalgie, dove, come relitti sparsi di un naufragio esistenziale, galleggiano i residui dell’effimero tragitto di ogni singolo frammento di vita vissuta».
«Sono nata a Caserta il 2 dicembre 1952 e qui ho sempre vissuto insieme ai miei cari. La mia, un’esistenza come tante. Sono appassionata di letteratura, ho letto svariati libri, alcuni dei quali mi sono piaciuti molto, altri assai meno.
Ultimamente, ho deciso di girarmi dall’altra parte del tavolo e di incominciare a scrivere. Così, nutro la speranza che ci siano tanti lettori interessati a conoscere e ad apprezzare questa raccolta di racconti che fa seguito al mio romanzo Il gazebo dei pini».