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L’uomo sensato non si è perduto, si è anzi arricchito, ha tolto di dosso le paure pesanti che spesso l’essere umano vive, le ha, per così dire, smosse, affrontate con più maturità e tutto quel buon senso che madre natura non gli ha mai negato. E’ così che questo bravo Autore approda a un nuovo libro forse più “ragionato”, ma preciso, esatto e già proiettato in quello che sarà il prossimo. Nulla di scontato, semplicemente la certezza della crescita, che in Nunzio Buono è percepibile verso dopo verso. Un lavoro ben coordinato, emozionante, con sprazzi caustici e ludici, e una tensione descrittiva ancora, se possibile, più lirica. Lune di Vetro, la sue liriche.
Autore: Nunzio Buono
L'AROMA DEL CAFFE'
Un incipit nel quale il lettore viene preso per mano e portato con grazia dentro una storia che seduce; in un bar seduto ad un tavolino con davanti una tazzina di caffè, diventando partecipe del luogo, dei profumi dei brusii e dei rumori, cooprotagonista insieme ai personaggi che imparerà a conoscere.
Un giallo particolare, “L’Aroma del caffè”, cosparso di questo vapore caldo che emana dalla tazzina e che porta il lettore a scoprire i personaggi tra nuvolette di fumo. E tra questi fil di fumo e questi odori appare il luogo, Forte dei Marmi; il lungomare, il bar di Raffaele, i gelati colorati, la stazione, la spiaggia, il mare.
Così ci appaiono Emiliano e Lorena, che in fondo sono i veri protagonisti di questo romanzo. Due giovani solari, semplici e sani con un animo quasi raffinato.
E la particolarità è proprio questo: spostare il punto di vista del racconto. Non è l’investigatore il protagonista, bensì la coralità degli attori. Nessuno più importante degli altri, tutti con spiccata ben definita personalità. Anche i cattivi sono belli ed umani, immersi nel loro mondo di malavita, complotto, spaccio, omicidi.
In tutto il racconto ci sono due realtà, quella del bene dell’onesta e dei valori e quella del male, degli assassini dei corrotti dei ladri dei maniaci; due realtà che convivono in uno spicchio di società il cui punto di contatto diventa il Commissario Reggiani, grande pensatore, metodico, analitico, sempre rispettoso e schivo. Una figura che incuriosisce e che ci porta al desiderio di scoprirne l’evoluzione.
Questa capacità di fare di un breve romanzo un’opera corale è lo stile dell’autore. Essenziale, armonioso, intrigante e particolarmente incisivo ed efficace.
Opera elegante anche se di semplice e piacevole lettura. Non più una sorpresa, avendo letto altro di Maurizio Persiani, ma conferma della piacevolezza del saper scrivere senza orpelli e senza ostentazioni.
Ed alla fine del racconto resta una sensazione di curiosità e di delusione per non aver partecipato, ancora più presente, alle indagini; resta il desiderio di essere ancora coinvolti in queste storie ben congegnate con colpi di scena momenti di suspense e di spavento, momenti d’amore e di sentimenti.
Sicuramente una grande capacità di raccontare con ironia e freschezza e mettere in scena le emozioni.
Linda Battistini
Nunzio Buono Nasce a Milano, il 24 giugno del 1960 secondo di sette figli, all’età di sei anni rimane orfano di madre, questo segna il percorso della sua vita, entra in orfanotrofio a Milano "Le Stelline" in corso Magenta dopo due anni viene trasferito in un altro orfanotrofio "I Martinitt" sempre a Milano zona Lambrate. Timido introverso ama la pittura, la musica e la poesia, ma la sua formazione professionale è tutt’altro che umanistica, si occupa di sistemi informativi c/o la Provincia di Milano. Poeta, scrittore, a sei anni, già la parola disegnava stagioni, nell’ascoltare le sinestesie del tempo, dipingendo profumi nel suo sentire.