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Massimo Tolotti (Arco, TN, 1969) attualmente lavora per un ente pubblico, pur coltivando la passione per la scrittura.
Con Beatrice, il suo romanzo d’esordio, ha voluto creare – tra nostalgia e ricordi – un ponte tra generazioni diverse, con lo scopo di evocare nel lettore le sensazioni di spensieratezza e incertezza tipiche dell’infanzia e dell’adolescenza, a prescindere dalla stagione storica vissuta.
CITAZIONE:
Era notte fonda.
Dentro il locale, il brusio di tre marmittoni
che chiacchieravano a ruota libera. Fuori, tra le sbarre di una delle finestre, un volto malinconico fece capolino. Una ciocca di capelli corvini ricadde davanti al viso pallido come la luna,
eclissandone parzialmente i lineamenti delicati.
Beatrice rimase lì per un po’, a osservarli.
Poi svanì nel nulla, senza che nessuno si accorgesse di lei.
Svanì come un sogno.
Svanì come il dolce, timido sorriso che per un istante
le aveva illuminato il viso.
Estate 1987. Marco è prossimo alla Maturità e, con il beneplacito dei genitori, decide di ritirarsi .....