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Una silloge di componimenti che apre scenari poetici inediti, se si considera lo stile personalissimo di Nunzio Buono, e gli strumenti linguistici propri Evidente è nel suo repertorio lessicale, la destrezza e la finissima maniera di definire i contorni di un’arte che si affida all’istinto del comporre; si intuisce che il risultato deriva da un ascolto profondo del proprio sé, e che fluisce naturalmente, proprio perché attinge da impulsi inconsci poco elaborati. Sono persuasa che questa è l’Arte più autentica, creare significa scorrere dentro la parte più sommersa dell’intimo, sapersi orientare in questo mondo ipogeo e nei suoi labirinti, alimentarne la coscienza e portare infine in superficie il ‘magma’.
Autore: Nunzio Buono
Nunzio Buono Nasce a Milano, il 24 giugno del 1960 secondo di sette figli, all’età di sei anni rimane orfano di madre, questo segna il percorso della sua vita, entra in orfanotrofio a Milano "Le Stelline" in corso Magenta dopo due anni viene trasferito in un altro orfanotrofio "I Martinitt" sempre a Milano zona Lambrate. Timido introverso ama la pittura, la musica e la poesia, ma la sua formazione professionale è tutt’altro che umanistica, si occupa di sistemi informativi c/o la Provincia di Milano. Poeta, scrittore, a sei anni, già la parola disegnava stagioni, nell’ascoltare le sinestesie del tempo, dipingendo profumi nel suo sentire.