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Ritagli antelucani è il titolo con cui Giuseppe Ligresti ci introduce nella sua nuova raccolta di versi. Le prime immagini cui ho pensato – accostandomi ad essa – sono state un paio di forbici e un’alba in divenire. Con lo stesso “nugolo di leggerezza” che apre la raccolta, cammino fra le parole e il mare; m’incanto leggendo di “flutti”, “bordi stellari”, “Azzurrità”. È difficile dire quale sia l’immagine più fantasmagorica fra le molteplici contenute nei Ritagli antelucani di Giuseppe Ligresti, poiché ogni sua poesia è trasfigurazione. E non è forse questo il dovere della poesia?