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Tanti volti tante storie In un mondo dove la civiltà sta andando alla deriva, è necessario raccontare le storie degli esseri umani, perché non vengano mai dimenticate la loro origine, le loro gioie e le sofferenze e la maniera stolta con la quale stanno distruggendo la loro stessa esistenza ed il mondo che li circonda.
Salvatore Ardita è nato l’1 marzo 1946 a Portici (Napoli). Già Ispettore Superiore del Corpo della Polizia Penitenziaria, fin dagli anni ’90 inizia a comporre numerosissime prose e vari racconti. Ciò come conseguenza di esperienze, alcune negative e molte positive vissute nell’ambito del “Pianeta Carcere”, luogo del suo lavoro che, suo malgrado, lo hanno coinvolto soprattutto nella vita privata, affettiva e sociale. Esperienze che, comunque, lo hanno forgiato e reso uomo pieno di sensibilità ed una umanità infinita. Umanità e sensibilità che traspare in tutta la sua forza poetica e di narratore come dalla lettura della sua poesia “Io il Carceriere” e dai suoi molteplici racconti. Salvatore Ardita, durante la sua oltre trentennale vita vissuta nel mondo penitenziario, ha raggiunto vari livelli sociali, ma nulla è cambiato nel suo essere e nel suo esistere, così come si legge in un suo scritto del 1997: Un mondo piatto ed omogeneo.