Non ci sono Ordini!
PAGA CON
Democrazia, Inclusione, Plurilinguismo
Questo libro presenta un’osservazione dell’istituzione scolastica nel contesto europeo, in particolare italiano e tedesco, a partire da un’esperienza personale e da una narrazione autobiografica. La tesi che propone è che la maggiore democraticità e il carattere inclusivo del sistema scolastico italiano siano legati al ruolo che la filosofia di questo Paese ha avuto nel concepire, all’interno di un dialogo pubblico che ha coinvolto più attori, nell’arco di un secolo e mezzo di storia, le funzioni fondamentali della formazione. Tra di esse un valore di primo piano è stato attribuito a una cultura ampia, nutrita di più saperi disinteressati e identificata come condizione imprescindibile per poter vivere in modo pieno la cittadinanza all’interno di comunità sempre più complesse. Il paragone con la scuola tedesca, idealizzata, ma non conosciuta, dalla maggior parte dell’opinione pubblica italiana, mostra come una cultura filosofica estremamente ricca che, dall’Illuminismo in poi, si è posta di frequente obiettivi di trasformazione sociopolitica in senso democratico, non abbia finora saputo, al contrario di quanto è accaduto nella tradizione italiana, rivolgere tali istanze al mondo della scuola.
22 Marzo 2019
Nell'ambito dello studio delle dinamiche conflittuali, caratterizzanti anche la società contemporanea, vieppiù ora che la stigmatizzazione del diverso sembra essere assurta a criterio fondante un intollerante pensiero unico, il 22 marzo p.v., 16.30 - 18.30, si terrà, presso la Biblioteca del Dipartimento di Scienze Statistiche della Sapienza Università di Roma, il Convegno per la presentazione del libro “Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso”, in partnership con l’Istituto Superiore Universitario di Scienze Psicopedagogiche e Sociali “Progetto Uomo” Affiliato alla Facoltà di Scienza dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana.
L’evento rappresenta il battesimo accademico di un volume, edito da NeP Edizioni, che ha celebrato il suo ingresso nel mondo editoriale il 5 dicembre u.s., presso la celebre Nuvola di Fuksas, in occasione della manifestazione “Più libri più liberi. Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, di Roma”. Già in quella sede gli autori, Maria Raffella Cangi, Alessandro Ceci, Massimiliano Nisati, hanno illustrato le dinamiche conflittuali ed esistenziali proprie di un periodo che erroneamente viene visto come buio, fosco e decadente, e che invece appare ricco di esperienze culturali, innovazioni, rinnovamenti, e soprattutto culla di quei rapporti Stato/Chiesa, autorità/potere, conflitto pubblico/conflitto privato che tanto hanno condizionato, e condizionano, l’agire umano, come singolo e come appartenente alla società. Chiarendo come si sia andata sviluppando una sorta di “unità dicotomica” tra potere temporale e potere spirituale, ossimoro che ben illustra le effettive influenze reciproche caratterizzanti la loro dialettica, una dialettica osmotica che ha contraddistinto tutta l’età Medievale (ma anche moderna e financo contemporanea), gli autori hanno chiarito come tali accordi/scontri abbiano anche condizionato e plasmato il popolo di Dio; quel popolo composto da singoli, gruppi, corporazioni cittadine immerse in una società che faceva del volere divino il suo faro e dell’affermazione di un rigido controllo sociale lo strumento.
La pubblicazione costituisce elemento di un più ampio progetto di ricerca il cui filo conduttore si potrebbe definire quasi esemplificativo di come la necessità di affermazione del potere tari e modifichi le potenzialità dei conflitti trasfigurandoli in accordi e connivenze. Fulcro di tale progetto di ricerca è il secondo volume, in uscita alla fine del corrente anno solare, sull'analisi specifica rispetto a come e quanto tali elementi possano aver influito e dominato la vita del popolo, inteso come l’insieme di quegl'individui che a tale potere non ha accesso; in particolare, su come la conformazione alle regole imposte (ma anche sentite) sia stato essenziale per la stabilizzazione di un potere che vedeva nell'eterodossia, qualunque eterodossia, un’eversione all'ordine costituito, divenendo, l’individuazione e la caccia al nemico (intellettuale, eretico o strega che fosse), funzionale al sistema.
L’evento, introdotto e moderato dal co-autore Prof. Avv. Massimiliano Nisati, direttore, per i tipi della NeP, della collana “Conflitti e ADR”, di cui il volume “Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso”, costituisce la seconda pubblicazione, vedrà la partecipazione di rilevanti studiosi del mondo accademico nazionale: oltre agli autori, stagliano i nomi dei Prof.ri Nicolò A. Pisanu e Francisco Mele, rispettivamente, Preside e docente dell’Istituto Superiore Universitario di Scienze Psicopedagogiche e Sociali “Progetto Uomo” Affiliato alla Facoltà di Scienza dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana e del Prof. Gaetano Mollo dell’Università di Perugia.
I relatori, prendendo spunto dagli aspetti conflittologici più evidenti, analizzeranno i parallelismi e le simmetrie esistenti tra il periodo medievale ed i fatti contemporanei, in particolare per quanto riguarda l’affermazione di un potere che ha incessante necessità di tacitare ogni opinione contraria, tacciandola come avversa e perniciosa, mentre costante ritiene essere la ricerca di un nemico che viene definito non solo estraneo ma contaminante la compagine sociale; “nemico” ancor più pernicioso se arriva da oltre mare ed a bordo di fatiscenti barconi.
Info:
nisati@istitutoprogettouomo.it
Fonte: http://www.progettouomo.net/
Più Libri Più Liberi – Fiera della Piccola e Media Editoria – presentazione del libro a cura del Professor Massimiliano Nisati “Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso”. Nell’ambito della collana può sembrare estraneo uno studio storico sulle istituzioni e sui tessuti sociali ad esse connesse dell’Alto e del Basso Medioevo, epoca storica spesso indicata come buia, fosca, decadente, in una sol parola, oscura, “un buio difaramma tra due luci” (E. Cortese). Risulta invece pienamente in línea con il progetto editoriale analizzare le molteplici conflittualità che si sono manifestate nel periodo, caratterizzato, da un lato, da un assetto statale centralizzato debole, causa dispersione del potere fra i nuclei sociali egemonici militari, sacerdotali, monastici, mercantili. Dall’altro, da una renovatio culturale, ricca di esperienze intellettuali e di innovazioni tecniche. La società si configurava quale società di ordini e non di individui, un insieme di insiemi (quartieri, consorterie, corpi, arti, universita‘) in sistematica competizione, rectius, conflitto tra loro, in cui la rigida suddivisione delle classi sociali’ era ritenuta pienamente rispondente al volere divino di cui la Chiesa si faceva portatrice coadiuvata dal potere temporale. In una sorta di simbiosi tra Stato e Chiesa, tra Papato ed Impero, in un costante dualismo di poteri. Poteri sempre pronti a condizionare ed a plasmare il popolo, i singoli, i gruppi, le corporazioni cittadine utilizzando tutta una serie di strumenti tesi all’affermazione di un rigido controllo sociale. È in questo contesto che vanno inquadrati i fenomeni quali l’eresia, l’inquisizione, la caccia alle streghe, fenomeni il cui substrato può individuarsi nell’intolleranza religiosa, ma il cui fine e‘ l’eliminazione del diverso, del deviante, di colui, cioè, che devia dal sentire comune e per questo costituisce un pericolo. Un sentito grazie agli Autori dei contributi di cui si compone il volume, sia per la scientificità dei temi trattati, sia per l’imponente ricerca storica e bibliografica. Maria Raffaella Cangi, per l’approfondito esame della nascita della Chiesa e del suo rapporto con l’Impero Romano, nell’ambito dell’istituzionalizzazione della religíone cristiana come religione tesa alla spiritualita‘ umana e poi integrata nel sistema di potere temporale diventando religione di Stato; per lo studio delle dinamiche conflittuali e non, a questo rapporto sottese e dell’evoluzíone dei principi di autorità e potere nella Chiesa e nell’Impero/regni germanici, in particolare, del principio di auctoritas e di potestas fino ad arrivare all’affermazione della tesi ierocratiche; per l’analisi dei principi interni della Chiesa per l’affermazione nel contesto della società civile, caratterizzata da sistematica conflittualità nell’ambito della lotta al diverso, al deviante (eresia e Santa Inquisizione). Alessandro Ceci, per l’interessante approfondimento sulle tesi di Tommaso d’Aquino e Marsilio da Padova, nell’ambito della dicotomia conflitto pubblico/conflitto privato. Menzione particolare per il Dott. Valerio Antognarelli, per la sua paziente opera di revisione grafica del testo, dalle prime bozze sino alla stesura della versione definitiva. Mi sia consentito ringraziare, infine, tutti i membri del Comitato scientifico e del Comitato di redazione che da sempre partecipano con fervore ai lavori della collana (Massimiliano Nisati).
FONTE: http://stampacritica.org
di Ludovica Morico
“Il conflitto, nel momento in cui, con l’instaurazione del processo, entra nel mondo del diritto, si trasforma in dissenso circa lo svolgimento di determinati fatti avvenuti e l’applicazione a questi di determinate norme giuridiche. L’oggettivazione del conflitto, fondamentale nel processo, comporta che i bisogni delle parti, i loro desideri, cessino di essere rilevanti per la decisione della lite: in tal modo, il diritto combina la funzione di previsione di norme generali con la funzione di soluzione dei conflitti individuali” (Prof. Massimiliano Nisati).
Diceva Arthur Schopenhauer: “la vita umana è un eterno conflitto. L’uomo muore con le armi in pugno”.
Giovedì 21 giugno, presso l’Università La Sapienza di Roma, sono stati presentati i libri “Il Conflitto” e “I processi della mediazione”, rispettivamente dei professori Massimiliano Nisati e Francesco Bruno.
Il Prof. Nisati, giurista e mediatore, ha gentilmente concesso un’intervista prima che iniziasse il suo intervento di presentazione nell’aula universitaria di psicologia.
Professore, il suo libro è “Il Conflitto”. Lei è un giurista mediatore. Qual è il ruolo della sua figura nella risoluzione di un conflitto?
In questo testo noi cerchiamo di far comprendere come i contrasti sociali che si sono sviluppati nella nostra società debbono essere visti sempre meno come controversi e sempre più come contrapposizione di interessi. I contendenti devono essere sempre meno soggetti che fanno guerre di posizione e sempre più soggetti che, invece, lottano per il soddisfacimento di alcuni bisogni. Il giurista mediatore può aiutare le parti in conflitto a trovare la quadra del soddisfacimento degli interessi di entrambi, per fare in modo che il conflitto si risolva positivamente, non attraverso l’affermazione di un vittorioso rispetto a un soccombente, quanto piuttosto, nell’ottica “win-win”, l’affermazione degli interessi di entrambi, affinché entrambi possano sentire di aver avuto una soluzione positiva dalla vicenda. Non è una guerra di vinti e vincitori: diventa l’adeguata soddisfazione di tutti i soggetti nella dinamica conflittuale.
Che ruolo hanno gli interessi delle parti in un conflitto?
Gli interessi delle parti diventano l’elemento fondante. Nel processo, come noi siamo abituati a vederlo, nell’aula di un tribunale, noi abbiamo delle parti i cui ruoli vengono spesso emarginati, rispetto a quello degli operatori. Nel processo, i veri protagonisti non sono le parti: sono i giudici e gli avvocati. Le parti vengono lasciate in secondo piano. Attraverso il riconoscimento dell’interesse, noi abbiamo la possibilità di rivedere l’IO della parte affermarsi come fondante e centrale nell’ambito della dinamica conflittuale. Ecco allora che l’interesse della parte può far sì che nell’ambito di una dinamica conflittuale, trovi soddisfazione la visione, intesa come bisogno fondamentale, di entrambi i soggetti del conflitto. A questo punto, scatta l’idea di un atteggiamento delle parti in conflitto che non sia più un atteggiamento competitivo, ma un atteggiamento cooperativo. I soggetti in conflitto devono essere soggetti che si comportano in modo tale da poter raggiungere insieme la soluzione positiva della vicenda, non uno contro l’altro.
Non poteva sfuggire la presenza del Prof. Alessandro Ceci, Politologo e Direttore Scientifico CEAS
Professore, come si può collocare il suo ruolo di politologo nell’ambito del conflitto e della mediazione?
La scienza politica è la scienza dell’organizzazione e dell’azione, quindi è chiaro che una scienza dell’azione si occupi dei conflitti che, sia l’azione che l’organizzazione producono, specialmente nell’ambito dei processi decisionali. Non è un caso che l’ultimo insegnamento universitario di metodi per la risoluzione dei conflitti fosse nella facoltà di Scienze Politiche del compianto professor Casadio: ci ha insegnato proprio a mediare i conflitti. Tutti noi abbiamo avuto uno sviluppo internazionale nello studio di Scienze Politiche. Abbiamo ambito – io in parte l’ho anche fatto – a fare i mediatori internazionali di conflitti tra Stati e organizzazioni terroristiche o di liberazione nazionale. L’Italia ha avuto più volte questo ruolo a livello internazionale e, i laureati in Scienze Politiche, sono andati per il Mondo a mediare conflitti.
Fonte: http://stampacritica.org
Massimiliano Nisati
Direttore della Collana Conflitto e ADR
presentano
Il conflitto nel Medioevo:
il potere, la Chiesa, il diverso
Gli Autori
Maria Raffaella Cangi Studium Nisati
Alessandro Ceci Direttore CEAS
Massimiliano Nisati IPU – Affiliato Università Pontificia Salesiana
ne discuteranno con
Francisco Mele IPU – Affiliato Università Pontificia Salesiana
Gaetano Mollo Università di Perugia
Nicolò A. Pisanu Preside IPU – Affiliato Università Pontificia Salesiana
Venerdì 22 marzo (16.30-18.30)
Sapienza Università di Roma
Sala lettura della Biblioteca di Scienze statistiche
P.le Aldo Moro n° 5
Gianni Capotorto è un giornalista rutiglianese, che scrive tra gli altri anche per “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Ha avuto esperienze con diverse emittenti pugliesi, tra cui RadioNorba e TeleNorba e dal 1989 collabora con il Comune di Rutigliano in occasione di eventi culturali e turistici.
Vicepresidente della Pro Loco Rutigliano, è tra i fondatori della Libera Università della Terza Età “Lia Damato”, oltre che vicepresidente.
È autore di diversi libri di storia e tradizioni locali: Le Tradizioni Natalizie Rutiglianesi (2000); L’edificio scolastico "Giuseppe Settanni" (con Alma Lucente, 2002); La Banda di Rutigliano (2003); Rutigliano (2005); Gli Illustri Rutiglianesi nella Toponomastica Cittadina (2007); La commedia paesana. Vito Moccia: Fischietti dal 1989 al 2008 (2008); Donne Illustri Rutiglianesi (con Liboria Leone, 2009); Museo Civico del Fischietto in Terracotta "Domenico Divella" (con Sergio Straface, 2015).
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