Narrativa

POLITICA E PROFESSIONI NELLA RELAZIONE - Cartaceo

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  • ISBN: 978-88-5500-263-9
  • Editore: NeP Edizioni
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Prefazione di Luciana La Stella La fenomenologia degli atti vi ... Leggi tutto


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Descrizione

Prefazione di Luciana La Stella

La fenomenologia degli atti violenti emergenti dal contesto sociale e, in particolare, dalla dinamica delle relazioni intercorrenti fra i generi, sembra attualmente esprimere un’enigmatica rimodulazione qualitativa della relazione fra i sessi, spesso marcata da accentuazioni antagonistiche, quasi a dare la stura ad una vera e propria guerra civile fra i sessi, alimentata dal pervasivo e tenace orizzonte mediatico che ci avvolge. Non è proponibile, nella contemporaneità dell’oggi – interamente “post-moderna” – scavalcare tale conflittualità, rifugiandosi in un individuale ripiegamento solipsistico e introversivo, né nella turris eburnea del separatismo sessuale e/o di genere. Siamo soliti chiamare “relazione”, un’esperienza da considerare nell’insieme dei suoi possibili correlati qualitativi, istituenti (e/o rivelanti) intenzioni, atteggiamenti, progetti e valori e che quotidianamente sostanzia le nostre abituali professioni lavorative in ambito sociale, dalle quali non possiamo sottrarci senza perdere di umanità. La defezione dalla relazione (la steresi dell’ontologia) può avere come conseguenza soltanto l’impossibilità di comunicare, confinando gli umani (quali che essi siano) in una babele chiassosa e indecifrabile, boccheggianti nella cecità dei più diversi ed eterogenei linguaggi. Non trova nessuna accoglienza il dubbio se possa esistere, per tutti e per ciascuno, un diverso modus vivendi, più desiderabile di quelli vigenti e tale da trascendere l’angustia di una coscienza-di-genere verso la comune partecipazione ad una più ricca e gratificante coscienza di specie, quindi all’universalità della famiglia umana: la koinonìa come social catena e ciò, a partire da una famiglia, ove dei coniugi intimamente coinvolti da uno stesso progetto di vita conservino liberamente, di giorno in giorno, di scelta in scelta e nel rispetto delle loro identità e ruoli, reciproci legami di solidarietà, in un clima di sincerità affettiva ed emotiva (oltre che economica). Gli esiti della segregazione di genere non potranno altrimenti evitare, di essere distopici e forieri di violenza fisica, psicologica e morale.

 

Autore: Ercole De Angelis

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Prefazione di Luciana La Stella

La fenomenologia degli atti violenti emergenti dal contesto sociale e, in particolare, dalla dinamica delle relazioni intercorrenti fra i generi, sembra attualmente esprimere un’enigmatica rimodulazione qualitativa della relazione fra i sessi, spesso marcata da accentuazioni antagonistiche, quasi a dare la stura ad una vera e propria guerra civile fra i sessi, alimentata dal pervasivo e tenace orizzonte mediatico che ci avvolge. Non è proponibile, nella contemporaneità dell’oggi – interamente “post-moderna” – scavalcare tale conflittualità, rifugiandosi in un individuale ripiegamento solipsistico e introversivo, né nella turris eburnea del separatismo sessuale e/o di genere. Siamo soliti chiamare “relazione”, un’esperienza da considerare nell’insieme dei suoi possibili correlati qualitativi, istituenti (e/o rivelanti) intenzioni, atteggiamenti, progetti e valori e che quotidianamente sostanzia le nostre abituali professioni lavorative in ambito sociale, dalle quali non possiamo sottrarci senza perdere di umanità. La defezione dalla relazione (la steresi dell’ontologia) può avere come conseguenza soltanto l’impossibilità di comunicare, confinando gli umani (quali che essi siano) in una babele chiassosa e indecifrabile, boccheggianti nella cecità dei più diversi ed eterogenei linguaggi. Non trova nessuna accoglienza il dubbio se possa esistere, per tutti e per ciascuno, un diverso modus vivendi, più desiderabile di quelli vigenti e tale da trascendere l’angustia di una coscienza-di-genere verso la comune partecipazione ad una più ricca e gratificante coscienza di specie, quindi all’universalità della famiglia umana: la koinonìa come social catena e ciò, a partire da una famiglia, ove dei coniugi intimamente coinvolti da uno stesso progetto di vita conservino liberamente, di giorno in giorno, di scelta in scelta e nel rispetto delle loro identità e ruoli, reciproci legami di solidarietà, in un clima di sincerità affettiva ed emotiva (oltre che economica). Gli esiti della segregazione di genere non potranno altrimenti evitare, di essere distopici e forieri di violenza fisica, psicologica e morale.

 

Autore: Ercole De Angelis

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