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Casi risolti dell'ispettore Gregòri
L’Ispettore Gregòri si trovò coinvolto in questa indagine quasi suo malgrado. Si era concesso un breve periodo di vacanza in una città del Piemonte, in occasione dell’imminente nascita del primo figlio. La compagna Giorgia aveva infatti espresso il desiderio di partorire in quella città, dove avrebbe avuto la mamma vicina nei delicati giorni del parto e in quelli successivi.
Poteva l’Ispettore non fare visita ai suoi colleghi del Comando Provinciale di Biella, con i quali aveva condiviso i suoi primi anni da investigatore? ...Quella cartella, che conteneva il caso della scomparsa della Contessa Clotilde Bessone, forse quel giorno non si trovava per caso su quella scrivania. Di certo non vi restò più dopo il passaggio in quell’ufficio di Giorgio Gregòri. Il caso era stato archiviato, però l’istinto dell’investigatore suggerì a Gregòri che forse valeva la pena approfondire un piccolo particolare, un’ipotesi non sufficientemente considerata. Quel niente che pareva poco importante, che però aprì la via ad una realtà completamente diversa.
L’intuito non aveva fallito! Quello che Gregòri riuscì a ricostruire, permise, dopo non poche peripezie, di assicurare alla giustizia un pericoloso rapinatore e assassino.
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