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La solitudine è lo spazio entro il quale si rivelano i fantasmi di ciò che è stato, i sentimenti più puri e la cura del ricordo.
La memoria è protagonista della prima sezione – “Quello che ieri era vero” – e dissolve i confini tra presente e passato: quest’ultimo è porto sicuro (Presente Remoto), rimpianto (Super Tele), rimorso (La signora Weiss). L’illusione è invece il filo conduttore della seconda sezione – “Illuso, sconfitto, poi abbandonato” – improntata sulla disfatta umana, che conduce inevitabilmente alla morte e all’annichilimento. La terza sezione – “Sono pochi gli anni” – si configura invece come un diversivo, quasi un attimo di evasione: il lettore, proiettato in situazioni paradossali più o meno drammatiche, si ritrova così a riflettere sulle beffe del Destino.Nella sezione successiva – “Che commozione, che tenerezza” – si impone come protagonista l’incontro, in grado di stravolgere l’esistenza: esso è amore assoluto (L’Amore è un difetto di fabbricazione), empatia inattesa (Pietro Vierchowod), desiderio frustrato (È qualcosa di ardente e triste).
A concludere la raccolta la sezione “Vola in alto più degli aeroplani”, un messaggio di speranza destinato a illuminare anche il baratro della più profonda disperazione.
Ino – all’anagrafe Agostino Di Sciullo – affianca alla propria attività professionale la passione per la scrittura.
Ha pubblicato alcuni racconti in raccolte antologiche ed è stato finalista al concorso “Ritratto di signora” promosso da Vanity Fair Italia e Scuola Holden, nonché al concorso del programma Rai Plot Machine di Rai Radio1. Frequenta il corso di scrittura creativa della Scuola Macondo a Pescara.