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Ma che follia! è un interessante romanzo breve in cui surrealismo ed esistenzialismo comunicano con grande efficacia. Il protagonista, Gioto, vive in un monolocale presso il quartiere Mortorio e confida ai suoi lettori, nelle prime pagine, di soffrire di una sindrome schizoaffettiva. Fin da subito, dunque, l’autore ci trasporta in un mondo dove realtà e fantasia si mescolano in maniera così intima da coabitare e addirittura corrispondere il più delle volte. Gioto si muove tra l’Oltre-mondo, con le sue inseparabili guide incarnate nell’angelo crocifisso e nel demone custode, e un reparto psichiatrico dove è in cura e all’interno del quale ha che fare con singolari personaggi.
Lo stretto legame tra realtà e fantasia è ben evidenziato in due casi specifici: sul piano temporale in cui passato, presente e futuro si danno il cambio in modo repentino e di grande impatto, e sul piano dei dialoghi, estremamente particolari e ricchi di spunti circa la nostra esistenza, le sue utilità o inutilità apparenti.
L’autore, grazie alle sue abilità e a uno stile scattante allo stesso tempo intervallato sapientemente da pause di riflessione e «una destrezza ben collaudata nel tenere insieme tutto», come evidenzia Renato Minore nella sua Prefazione, consente un’identificazione col protagonista della storia e permette di entrare nella sua complessa e affascinante psiche.
Un racconto da leggere tutto d’un fiato, adatto non soltanto agli appassionati del genere ma a un vasto pubblico.
Giordano Tomassi, nato e cresciuto a Verona, ha studiato alla facoltà di Lettere e di Scienze dell’Educazione della sua città, coinvolto suo malgrado fin da piccolo nell’ambiente psichiatrico, si occupa di ammalati psichiatrici e si interessa a tutto ciò che li riguarda.