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  • ISBN: 978-88-5500-231-8
  • Editore: NeP Edizioni
  • Autore: Martina Mazzeo
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Descrizione

Cosa faresti se allo scadere del tuo contratto di lavoro fossi costretto a rinunciare ai tuoi ricordi?

Cosa faresti se ciò significasse dimenticare non solo gli amici, ma anche la persona amata?

Adele lavora per un’azienda che allo scadere del contratto sottopone i propri dipendenti a un processo di rimozione dei ricordi legati al periodo in cui hanno lavorato lì. Lei e i suoi amici però non sono d’accordo e cercheranno di trovare un modo per evitare che ciò accada. Alla fine sarà proprio la passione di Adele per la scrittura a suggerirle un modo per non dimenticare.

Autore: Martina Mazzeo
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Illuminiamo i Pollai

Recensione del libro “Illuminiamo i pollai- le nuove sfide del benessere organizzativo e sociale” a cura del giornalista Bruno Volpe

“Illuminiamo i pollai”, una guida laica alla dottrina sociale della Chiesa

Una inaspettata guida laica alla dottrina sociale della Chiesa in tema di lavoro ed impresa. Parliamo di” Illuminiamo i pollai- le nuove sfide del benessere organizzativo sociale” (edizione NeP). E’ il suggestivo ed anche molto provocatorio saggio scritto da Maria Grazia De Angelis, già dirigente di banca, manager di impresa, Presidente dell’Associazione Italiana di Studio de Lavoro per lo sviluppo organizzativo, da Francisco Javier Fiz Perez, Silvio Giovarruscio e da Oriana Ippoliti.

Il tomo, che è, assieme al trattato scientifico anche una sorta di vademecum laico di dottrina sociale della Chiesa (molti sono infatti gli spunti), riguarda le problematiche del mondo del lavoro e la ricerca su come renderlo più ” umano” , mettendo sempre al centro la persona, rispetto al profitto. Evitando, appunto, che fabbriche ed uffici si trasformino in ” pollai” e i lavoratori in polli o galline da batteria. Da segnalare, in particolare, la prima parte del volume, quella redatta in modo assolutamente impeccabile e senza sbavature ( incluso un eccellente italiano) da Maria Grazia De Angelis, che abbina alla aridità delle cifre e dei dati, dotte ed argute osservazioni. L’ autrice ha saggiamente posto in cima al capitolo introduttivo una bella frase di Papa Francesco: “Quando si vive attaccati al denaro, all’imbroglio o al potere, è impossibile essere felici”.

Il testo riprende, con intelligenza, spunti e parti della dottrina sociale della Chiesa. Il libro permette di sottolineare uno scenario nel quale è più che mai giusto trovare nuove modalità di aggregazione nella impresa e nella vita di ogni giorno. Una delle considerazioni di base è che il disagio lavorativo aumenta e questo spinge a non sensate colpevolizzazioni dell’ imprenditore e del capitalismo.

Che fare allora? La risposta risulta che è utile, se non indispensabile, cercare una ” ecologia umana integrale” (ricorda la enciclica Laudato sii di Papa Francesco), per esaltare la dimensione umana e sociale. I rapporti di lavoro ( ed anche nella società, nella famiglia ) sono divenuti impersonali, spesso addirittura aleatori. Il tutto, è accompagnato da un aumento delle disuguaglianze sociali e dalla mancanza di lavoro, dallo strapotere finanziario di pochi su molti. La risposta, pertanto, non è quella di combattere il capitalismo in quanto tale, ma i suoi aspetti dannosi e perversi (lo diceva Giovanni Paolo II), insistendo sulla necessità del giusto profitto e sulla centralità della persona umana nel posto di lavoro. Gli autori sottolineano la necessità e la urgenza di luoghi e condizioni di lavoro nei quali l’ uomo possa avere la sua dignità e vivere non come un pollo in batteria, in pollai da... illuminare. Ecco spiegato il titolo, molto originale e confacente al contenuto.

Bruno Volpe

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Illuminiamo i pollai – Le nuove sfide del benessere organizzativo e sociale

HR on line

n. 19 anno 2016

recensione a cura di Maurizio Quarta

In un contesto in cui la crisi economica in atto e prima ancora la crisi della finanza pubblica, rendono difficilmente sostenibili livelli adeguati sia di occupazione che di erogazione di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, il libro "Illuminiamo i pollai" fa emergere uno scenario in cui è necessario trovare forme diverse di aggregazioni e del vivere civile che stemperino le preoccupazioni per il futuro e la rabbia latente contro le Istituzioni e contro chi ha un diverso stile di vita.

Il volume prende spunto dalla considerazione che il disagio lavorativo è in continuo aumento nelle organizzazioni, ciò che porta spesso a facili colpevolizzazioni di manager, imprenditori e più in generale del capitalismo. 

Obiettivo del libro è dimostrare che l'incremento del fenomeno e dei conseguenti costi sociali è in gran parte frutto di un diffuso malessere generato non solo dal sistema azienda, ma anche dal contesto politico, economico e sociale in cui gli imprenditori sono costretti a fare impresa. 

Alla base sembra esserci una sorta di distorsione visiva alla quale contribuiscono in buona parte la cultura e soprattutto l'informazione, che troppo spesso, lasciando in ombra (e spesso al buio) i veri motivi della crisi e i veri motori del cambiamento e dello sviluppo economico e sociale, penalizzano esclusivamente l'uomo. 

Si è arrivati al paradosso che investire nel lavoro e nell'impresa non è più conveniente, tanto meno investire in ricerca. Gli attuali problemi richiedono pertanto uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti che caratterizzano l'attuale crisi mondiale e ci impongono di soffermarci a riflettere sui diversi elementi di una ecologia integrale, che comprenda le dimensioni umane e sociali. Ci troviamo, invece, a vivere in una società definita "impersonale", murati nella solitudine di rapporti aleatori, intermittenti, rapidi e di affetti offuscati dalla quotidianità che non riescono ad affrontare le questioni più profonde, come tanti "polli in batteria" che subiscono il loro stato senza la forza di coalizzarsi per uscire dall'oscuro abisso in cui sono precipitati e costretti a vivere.

Il testo stigmatizza i fattori che generano malessere nella società attuale a seguito dell'aumento delle disuguaglianze, della mancanza di lavoro, della riduzione delle sicurezze, dello strapotere di pochi ai danni dei molti, ma indica anche alcune proposte per porvi rimedio: vengono quindi analizzati gli strumenti in grado di rompere i modelli mentali attualmente imperanti, di contrastare lo spirito di sfiducia e di rinuncia, nonché di creare una tensione emotiva verso l'obiettivo comune della "crescita".

Il libro si rivolge in primo luogo alle aziende e alle parti sociali, ma anche agli educatori e tutti i cittadini che non vogliono arrendersi alla logica del "decadentismo" culturale, sociale e politico. Vuole essere una bussola per non perdersi nel rumore mediatico, per meglio orientare i nostri comportamenti, per ridare valore al lavoro, per non perdere la fiducia in un nuovo rinascimento non solo italiano ma anche europeo.

Ad essi offre una serie di spunti di riflessione:

  • alle aziende, chiamate in primis a gestire il disagio lavorativo nelle organizzazioni e a passare da un modello di massimo profitto ad uno di giusto profitto;
  • alle parti sociali, affinchè creino i presupposti per creare contesto contrattuale ed operativo favorevole alla diffusione e alla giusta incentivazione delle aziende socialmente responsabili;
  • agli educatori affinchè trasmettano alle nuove generazioni la centralità della persona e della comunità, partendo proprio dalle prime comunità: la famiglia e la scuola, e dalla riscoperta dei valori inseriti nella nostra costituzione.

In particolare, nella parte "Dall'impresa per il profitto all'impresa per l'occupazione", Maria Grazia De Angelis si concentra sugli squilibri generati dal progresso economico e sulle modalità di superamento.

"Dallo stress lavoro correlato allo sviluppo della qualità" a cura di Francisco Javier FizPèrez, analizza le cause di stress per valutarne l'impatto sulla salute organizzativa e sul clima di sicurezza e proporre una serie di azioni correttive.

Nella terza parte "Dal benessere organizzativo al Welfare aziendale", Oriana Ippoliti, avvia un confronto a livello internazionale tra Enti di Ricerca che hanno affrontato l'arduo compito di misurare il benessere organizzativo, sottolineando la stretta interazione con il benessere sociale..

Per finire, ne "Il Welfare aziendale e la cultura della sicurezza" Silvio Giovarruscio analizzale possibili azioni - inquadrabili nel concetto di WELFARE AZIENDALE - che mirano a creare e/o potenziare la cultura della sicurezza.

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Illuminiamo i pollai – Le nuove sfide del benessere organizzativo e sociale

di Maria Grazia De Angelis, F.Javier Fiz Perez, Oriana Ippoliti, Silvio Giovarruscio recensione a cura di Maurizio Quarta

In un contesto in cui la crisi economica in atto e prima ancora la crisi della finanza pubblica, rendono difficilmente sostenibili livelli adeguati sia di occupazione che di erogazione di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, il libro "Illuminiamo i pollai" fa emergere uno scenario in cui è necessario trovare forme diverse di aggregazioni e del vivere civile che stemperino le preoccupazioni per il futuro e la rabbia latente contro le Istituzioni e contro chi ha un diverso stile di vita.

Il volume prende spunto dalla considerazione che il disagio lavorativo è in continuo aumento nelle organizzazioni, ciò che porta spesso a facili colpevolizzazioni di manager, imprenditori e più in generale del capitalismo. Obiettivo del libro è dimostrare che l'incremento del fenomeno e dei conseguenti costi sociali è in gran parte frutto di un diffuso malessere generato non solo dal sistema azienda, ma anche dal contesto politico, economico e sociale in cui gli imprenditori sono costretti a fare impresa. Alla base sembra esserci una sorta di distorsione visiva alla quale contribuiscono in buona parte la cultura e soprattutto l'informazione, che troppo spesso, lasciando in ombra (e spesso al buio) i veri motivi della crisi e i veri motori del cambiamento e dello sviluppo economico e sociale, penalizzano esclusivamente l'uomo. Si è arrivati al paradosso che investire nel lavoro e nell'impresa non è più conveniente, tanto meno investire in ricerca. Gli attuali problemi richiedono pertanto uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti che caratterizzano l'attuale crisi mondiale e ci impongono di soffermarci a riflettere sui diversi elementi di una ecologia integrale, che comprenda le dimensioni umane e sociali. Ci troviamo, invece, a vivere in una società definita "impersonale", murati nella solitudine di rapporti aleatori, intermittenti, rapidi e di affetti offuscati dalla quotidianità che non riescono ad affrontare le questioni più profonde, come tanti "polli in batteria" che subiscono il loro stato senza la forza di coalizzarsi per uscire dall'oscuro abisso in cui sono precipitati e costretti a vivere.

Il testo stigmatizza i fattori che generano malessere nella società attuale a seguito dell'aumento delle disuguaglianze, della mancanza di lavoro, della riduzione delle sicurezze, dello strapotere di pochi ai danni dei molti, ma indica anche alcune proposte per porvi rimedio: vengono quindi analizzati gli strumenti in grado di rompere i modelli mentali attualmente imperanti, di contrastare lo spirito di sfiducia e di rinuncia, nonché di creare una tensione emotiva verso l'obiettivo comune della "crescita".

Il libro si rivolge in primo luogo alle aziende e alle parti sociali, ma anche agli educatori e tutti i cittadini che non vogliono arrendersi alla logica del "decadentismo" culturale, sociale e politico. Vuole essere una bussola per non perdersi nel rumore mediatico, per meglio orientare i nostri comportamenti, per ridare valore al lavoro, per non perdere la fiducia in un nuovo rinascimento non solo italiano ma anche europeo.

Ad essi offre una serie di spunti di riflessione:

  • alle aziende, chiamate in primis a gestire il disagio lavorativo nelle organizzazioni e a passare da un modello di massimo profitto ad uno di giusto profitto;
  • alle parti sociali, affinchè creino i presupposti per creare contesto contrattuale ed operativo favorevole alla diffusione e alla giusta incentivazione delle aziende socialmente responsabili;
  • agli educatori affinchè trasmettano alle nuove generazioni la centralità della persona e della comunità, partendo proprio dalle prime comunità: la famiglia e la scuola, e dalla riscoperta dei valori inseriti nella nostra costituzione.

In particolare, nella parte "Dall'impresa per il profitto all'impresa per l'occupazione", Maria Grazia De Angelis si concentra sugli squilibri generati dal progresso economico e sulle modalità di superamento.

"Dallo stress lavoro correlato allo sviluppo della qualità" a cura di Francisco Javier FizPèrez, analizza le cause di stress per valutarne l'impatto sulla salute organizzativa e sul clima di sicurezza e proporre una serie di azioni correttive.

Nella terza parte "Dal benessere organizzativo al Welfare aziendale", Oriana Ippoliti, avvia un confronto a livello internazionale tra Enti di Ricerca che hanno affrontato l'arduo compito di misurare il benessere organizzativo, sottolineando la stretta interazione con il benessere sociale..

Per finire, ne "Il Welfare aziendale e la cultura della sicurezza" Silvio Giovarruscio analizzale possibili azioni - inquadrabili nel concetto di WELFARE AZIENDALE - che mirano a creare e/o potenziare la cultura della sicurezza.

FONTE: http://www.aidp.it/

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Cosa faresti se allo scadere del tuo contratto di lavoro fossi costretto a rinunciare ai tuoi ricordi?

Cosa faresti se ciò significasse dimenticare non solo gli amici, ma anche la persona amata?

Adele lavora per un’azienda che allo scadere del contratto sottopone i propri dipendenti a un processo di rimozione dei ricordi legati al periodo in cui hanno lavorato lì. Lei e i suoi amici però non sono d’accordo e cercheranno di trovare un modo per evitare che ciò accada. Alla fine sarà proprio la passione di Adele per la scrittura a suggerirle un modo per non dimenticare.

Autore: Martina Mazzeo

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Martina Mazzeo

Martina Mazzeo è nata nel 1995 a Milano, dove tuttora vive. Si è laureata in Lingue e Letterature straniere all’ Università degli studi di Milano. Coltiva da sempre la sua passione per letteratura e nel 2019, sempre con Nep Edizioni, ha pubblicato il romanzo Diario di una studentessa in Erasmus.

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